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ESG Environmental, Social e Governance

Bilancio di sostenibilità: obbligo o opportunità?

Sostenibilità, ESG, tra presente e futuro. 

Τemi complessi, la cui comprensione è però strettamente necessaria. La sostenibilità è infatti ormai una realtà, non una scelta.

Chernobyl (anno 1986) è il detonatore. Un disastro ambientale di enorme proporzione che ha legittimamente dato una connotazione ambientale alla sostenibilità. Da allora l’interesse mondiale volge lo sguardo verso il cosiddetto sviluppo sostenibile. 

 

Dopo poco la “Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo” esprime la prima definizione nel 1987:

“Sustainable development is a development that meets the needs of the present without compromising the ability of future generations to meet their own needs”.

Una volta accese le luci dei riflettori, gli eventi dannosi si moltiplicano nel tempo: Mucca Pazza, lavoro minorile, scandali finanziari, disastri ambientali.

Non solo la popolazione si sensibilizza, bensì anche il mercato. La reputazione diventa il pilastro per costruire vere organizzazioni economiche. La gestione del rischio aziendale e il modo di fare impresa cambiano radicalmente. 

 

Come si crea valore? La sostenibilità economica è fondamentale, ma gli interessi dell’azienda devono contemplare i valori ambientali e sociali.

Il “Libro verde” della Commissione Europea, ben 21 anni fa, fornisce una definizione di quali sono gli argomenti della sostenibilità: “La responsabilità sociale d’impresa (o sostenibilità) consiste nell’integrazione volontaria delle dimensioni sociale e ambientale nelle operazioni commerciali nei rapporti con tutte le parti interessate (gli stakeholder).”

 

L’Europa gioca un ruolo fondamentale.  Dalla direttiva Barnier alla Corporate Sustainability reporting Directive (CSRD) si obbliga le imprese a redigere un documento che contempli i valori ambientali sociali e di governance (da qui deriva l’acronimo ESG) di un’attività economica. Oggi non è più di carattere volontario per le grandi imprese con questi requisiti:

  • > 250 dipendenti
  • > 40 milioni di turnover e/o 
  • > 20 milioni di asset aziendali

L’ultima direttiva coinvolgerà a partire dal 2026 anche le PMI. E’ dunque necessario che le piccole medie imprese inglobino temi così complessi sin da subito.

Ormai anche per gli investitori non è più solo importante la prima riga del bilancio economico-finanziario ma anche le modalità con cui si arriva a quel risultato, puntualizzando gli impatti sociali e ambientali che una organizzazione apporta.

 

Le PMI hanno difatti un naturale bisogno di strategia e di visione per riuscire a comprendere come il mercato si stia evolvendo. La mano invisibile ci sta guidando da decenni in questa direzione. Oggi sono tre le principali motivazioni per cui redigere il bilancio di sostenibilità:

  • Per avere un accesso al credito facilitato (GAR: Green Asset Ratio).
  • Per potenziare la propria Brand Awareness, comunicando gli investimenti coerenti con il PNRR.
  • Per diventare un fornitore qualificato delle importanti filiere produttive.

 

Rewind ha una missione: accompagnare le PMI nella loro crescita, diventando partner dell’azienda e di uno sviluppo a 360° del tessuto economico italiano. 

Di seguito il video della partnership con Light Progress Srl, l'azienda che studia, sviluppa, progetta e produce sistemi a Raggi UV-C dal 1987:  Light Progress: realizza il bilancio di sostenibilità con Rewind. 

Giulia Santi, direttore generale dell'azienda, dichiara: "Grazie a Rewind, che ci ha supportato alla stesura di questo importante documento, che lancia la nostra società verso un futuro sempre più orientato alla sostenibilità e agli impegni sociali."